Professore a contratto di Trapianto di Capelli presso la Scuola di Specializzazione di Chirurgia Plastica dell'Università di Siena - Membro Fondatore della "Società Italiana di Cure e Chirurgia della Calvizie" (ISHR)
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RAPPORTO MEDICO - PAZIENTE NEL TRAPIANTO DEI CAPELLI: aspetti psicologici.

Giovan Battista Della Porta, noto medico del XVI secolo, diceva nel suo libro "De humana Physiognomia", che i capelli sono importanti perché proteggono il capo dal caldo e dall'umidità, ma secondo altri sono anche un ornamento. La cornice del nostro capo. Perdere i capelli è come cambiare i rapporti della nostra persona perché non ci identifichiamo più con un modello che la società ci ha sempre proposto.

La calvizie è un problema che ha afflitto l'uomo da tempi immemorabili.
La perdita dei capelli è stata sempre vissuta in modo drammatico dal giovane, fino a condizionare la propria vita di relazione.

Il paziente colpito da calvizie androgenetica, è quasi sempre una persona introversa, timida, socializza poco, è nervosa. A volte cerca di nascondere il suo nervosismo con un atteggiamento egocentrico, ma il centro della sua attenzione sono sempre i capelli.

E' una persona che noi abbiamo il dovere di recuperare anche psicologicamente, e per questo dobbiamo sempre tener presente che non dobbiamo mai deluderlo. E' molto importante per questo la collaborazione di uno psicologo, anche se è un consiglio che il nostro paziente difficilmente accetterà.
A volte è meglio invitarlo a riparlarne in un altro momento per dargli così la possibilità di ripensarci. Non è raro il caso di chi, in una seconda occasione ha cambiato opinione accettando con occhio benevolo la sua situazione, e rinunciando all'intervento.

E' molto meglio, perché il rischio è quello di togliergli un complesso e mettergliene un altro e allora bisogna avere chiarezza, non nascondergli niente, perché non c'è niente da nascondergli, tanto i capelli trapiantati ricrescono, questo noi lo sappiamo bene.

Raramente le aspettative del nostro paziente coincidono con quelle del medico. Ciò che vuole il paziente è sempre: "tanti capelli", ma tanti quanti? Dobbiamo essere capaci di trasmettere al paziente la realtà del trapianto, dirgli che non è un miracolo, che non possiamo mai dargli la densità che lui crede di poter riottenere.
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